Modalogia sito web di Cristina Finazzi
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Oltre il limite

Il saggio "Oltre il limite" su l'anoressia come tema ontologico sta diventando un libro; presto sarà possibile leggerne l'approfondimento.

Oltre il limite vuol sottolienare che l'essere umano non placa mai il desiderio di perfettibilità e lo esplora; a volte ne viene inesorabilmente colpito e reagisce, come può...

l'aforisma del momento

A vent'anni si provano tutti gli stili,

a  trenta si cerca ciò che ci esalta,

a quaranta  cio che sta bene con noi,

a cinquanta cio che è comodo e pregiato.

A sessante si smette di cercare e si assapora se stessi. Modalogia

Mondo di ferro di Orpheus Magi, un giovane talento

Mondo di ferro di Orpheus Magi, un giovane talento - Modalogia

Orpheus Magi 

Un ragazzo che scrive opera magiche perchè avvolgenti; uno scrittore emergente che farà strada; una scrittura peculiare, onirica e teatrale, a tratti sadica e cinica che fa vedere mentre si legge, che lascia l'amaro in bocca, che ti lega alla pagina, preoccupa e affascina, plagia. Il suo libro d'esordio è solo il primo di una lunga serie; tutto da assaporare. La lettura inizia con uno scenario surreale, quasi onirico ma subito avvincente: una lista nera deve essere scoperta per salvare Mondo di ferro dall'ambizione sfrenata e senza filtri di alcun tipo. In uno scenario, a tratti apocalittico e a volte estremamente concreto, troviamo un figlio e un padre che sono l'uno contro l'altro, due caratteri opposti e complementari che si scontrano e che si combattono ... chi vincerà? Chi si rivela migliore? La lista viene scoperta e sottratta all'ambizione e alla crudeltà? Solo la lettura lo rivela con una suspence che tiene incollati alla lettura fino all'ultima pagina.

Barbara ed io

Barbara ed io - Modalogia

Era il 1927: il suo sguardo andava verso ricordi lontani. Eppure non era passato tanto tempo … aveva ancora in mente il film di quel corteo magnifico, lungo, immenso, silenzioso. Era passato anche da lì. Anche lui era magnifico come sempre … anche in quella posizione, l’ultima. Se lo rammentava bambina quando lo aveva visto, in casa sua, occuparsi dell’arredo, della scala, delle finestre, dei giochi di luce. Ricordava che era fissato con la luce. Per lui era essenziale. Era come l’aria; andava dosata, respirata ma doveva essere presente soprattutto in quelle grandi vetrate che abbellivano il salotto dove lei passava ore a guardare dalla finestra, come ora, come quel giorno lontano, quello del suo funerale. Era oramai il tramonto, si era agghindata per bene. La sera ci sarebbe stata una festa. I suoi genitori amavano le occasioni mondane, riempirsi di gente chiassosa che rideva fino a tarda notte e ciondolava da un sofà all’altro, mangiando carne alla brace e bevendo vino rosso. Le feste la lasciavano sfiancata. Durante tutta la scena restava in disparte. Era una ragazza graziosa, gracile, ma molto graziosa ma non amava l’alta borghesia catalana. Erano chiassosi. Era abituata al silenzio. Quando voleva stare sola, saliva all’ultimo piano dove c’era la lavanderia e i panni stesi. Gaudì le aveva spiegato da bambina che lassù i panni sarebbero asciugati comunque senza stare all’aria aperta, perché c’erano sistemi di areazione così speciali da far arrivare l’aria in tutte le stanze togliendo l’umidità e, grazie alla luce, trattenendo il calore......

 

 

estratto da "il terrazzo di casa Batillò" nella nuova raccolta di racconti "Barbara ed io"